Matrimoni
Invito di matrimonio LGTBI+: nomi, ruoli e accompagnatori
Nomi, ruoli e accompagnatori: come scrivere un invito di matrimonio LGTBI+ in cui nessuno resta fuori, con un link che si aggiorna da solo quando la lista cambia.
Send The Joy · 6 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Hai il portatile aperto sul tavolo e il cursore che lampeggia sulla riga dei nomi. Hai già scelto il disegno, hai la data, hai la foto di quel pomeriggio al lago. Ti manca solo una cosa: come si scrive «Ana e Marta» senza che suoni come la copia di un invito qualsiasi. Stai preparando un invito di matrimonio LGTBI+ e la prima riga è già un rebus.
Non serve inventare un'etichetta nuova da zero. Serve smettere di usare gli stampi presi in prestito: «sposo e sposa», «padrino e madrina», «numero di invitati». Qui sotto trovi cosa scrivere al posto di ogni pezzo che non vi rappresenta, e come lasciare al link il lavoro noioso.
La riga dei nomi in un invito di matrimonio LGTBI+
La riga dei nomi è la prima cosa che gli ospiti leggono, ed è quella su cui si accumulano più dubbi. La regola è semplice: due nomi completi, uniti da una congiunzione chiara. Tutto il resto è contorno, e il contorno si sceglie dopo.
- Scrivete i nomi completi di entrambe sulla stessa riga e uniteli con una congiunzione chiara: «Ana García e Marta García» oppure «Ana García e Marta Ruiz».
- Non scrivete «i genitori della sposa» se le spose sono due: nominate ogni genitore oppure usate «le famiglie di Ana e Marta».
- Se ci sono figli o animali, aggiungeteli sotto con una formula breve: «Con Julia e Nilo».
- Decidete prima come firmate — cognome di nascita, cognome doppio o solo i nomi — e tenete la stessa formula in ogni scena dell'invito.
Ruoli senza etichette in prestito: testimoni e celebrante
Testimoni, celebrante, accompagnatori: in un matrimonio tradizionale questi ruoli hanno nomi fissi. Nella vostra cerimonia possono chiamarsi in altro modo o non esserci affatto. Se ci sono, scrivete il ruolo reale e il nome di chi lo ricopre, senza tradurre tutto in «padrino» e «madrina».
Se la cerimonia la guida un'amica, la riga è «Cerimonia guidata da Carmen». Se vi accompagnano due amici, scrivete «Testimoni: Giulia e Santi». Se non c'è nessun corteo, quella riga si toglie e nessuno se ne accorge.

Un invito non deve spiegare la vostra famiglia a nessuno: deve solo scriverne i nomi.
Il dress code si scrive anche senza genere
«Abito lungo per lei, completo scuro per lui» è una riga che non funziona se le spose sono due o gli sposi sono due. Scegliete un'indicazione unica per tutti: «formale», «etichetta» oppure «comodo ed elegante». Se avete una palette in testa, mettetela come suggerimento: «Palette terrosa, nessun obbligo».
Accompagnatori e RSVP: un campo aperto, non un numero
Per gli accompagnatori evita «Sig. e Sig.ra» se non sai come si identificano: scrivi «Ana e Marta» o «Ana e famiglia», e chiarisci se i bambini contano. Quando la lista cambia all'ultimo — un accompagnatore in più, un orario spostato — non si ristampa niente: modifichi l'invito digitale e il link resta lo stesso. Puoi provare il disegno gratis, personalizzare testi e foto nel browser e pubblicare quando è pronto. 29,99 EUR a invito, pagamento unico.



