Matrimoni
Invitazioni matrimonio civile: la capienza si dice prima
Se il Comune vi dà trenta posti, l'invito lo dice. Capienza, indirizzo, orari e conferme: tutto su un link che aggiorni senza rimandare niente a nessuno.
Send The Joy · 8 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Il Comune vi ha dato trenta posti in sala. Hai già scritto data e ora nel gruppo e in tre giorni sono arrivate quindici conferme, più qualche domanda tipo «posso venire con mio marito?». Stai preparando le invitazioni di matrimonio civile e ti sei accorta di una cosa: nessuno sa quante sedie ci sono davvero.
Un matrimonio civile ha una cosa in più rispetto a uno in chiesa: un numero. La sala del Comune ha una capienza, l'orario è quello e la cerimonia non si sposta. Se quel numero non sta scritto da nessuna parte, lo ripeterai a voce per settimane: al telefono, al bar, nel gruppo dove hai mandato la data.
Invitazioni matrimonio civile: la capienza si dice prima del menù
Prima di scegliere il menù, chiama il Comune e chiedi quanti posti ha la sala. Se ti rispondono trenta, l'invito scrive «cerimonia per trenta persone» oppure «posti limitati». Chi apre il link lo legge da solo e non ti scrive per sapere se può portare qualcuno.
- Chiama il Comune e fatti dire il numero esatto di posti della sala: se sono trenta, l'invito lo dice.
- Tieni separate cerimonia e festa: «cerimonia e aperitivo» per alcuni, «cerimonia, cena e ballo» per altri.
- Metti la capienza nella prima schermata, insieme a data e ora: è il dato che genera più messaggi.
- Se il Comune cambia il numero, modifichi quella riga e il link resta lo stesso.
L'indirizzo del Comune non è un dettaglio
Scrivi il nome esatto dell'ufficio di stato civile o del Comune, la via e il numero civico. Aggiungi il link alla mappa: in un palazzo con tre ingressi, la sala sbagliata è l'errore più facile, e succede sempre a qualcuno.
Segna l'ora della cerimonia e quella dell'aperitivo su due righe separate: «13:00 cerimonia, 14:30 aperitivo in...». Chi legge capisce quando deve essere lì e quando può arrivare con calma. Se non c'è parcheggio, indica quello più vicino o la fermata dell'autobus. In un invito digitale cambi quel dato dopo, e chi ha il link vede la versione nuova.
La foto non deve nascondere l'ora
Puoi caricare fino a sei foto: una di copertina e cinque decorative. Si incorniciano da sole, anche se sono verticali, e puoi sostituirne una anche dopo la pubblicazione. Scegli una foto del posto o un dettaglio vero — il portone del Comune, la panchina di pietra del cortile — non un'immagine generica. Il testo sta in campi separati: titolo, nomi, data, frase e luogo, ognuno con il suo contatore di caratteri, così l'orario non finisce schiacciato sotto una foto.

Un invito di matrimonio civile risponde a tre domande prima che tu le faccia: quanti, dove, a che ora. Se risponde da solo, il telefono smette di suonare.
Il RSVP non si insegue
Configura due o tre domande secche — «Vieni?», «Vieni con qualcuno?», «Resti a cena?» — e le risposte arrivano in una lista ordinata dentro l'invito, con la data limite e il pulsante di conferma già lì. Nessuno deve installare un'app: si apre il link dal telefono e si risponde. L'invito è una pagina web tua, si condivide con un link, un QR o un messaggio, costa 29,99 EUR una volta sola e se cambi orario o luogo aggiorni senza rimandare niente. Puoi provare la copertina gratis e vedere come sta prima di pubblicare.



